Centri Idrogeno in Sardegna 


GRANDI MANOVRE DI AUTONOMIA ENERGETICA

Il piano industriale prevede la realizzazione di due agglomerati energetici a Portovesme e a Porto Torres per la produzione di idrogeno utilizzando acqua di mare. Una tecnologia collaudata che richiede l'apporto di notevoli quantità di energia elettrica che nei due poli energetici verrà assicurata da due centrali da 850 MW.  La nuova risorsa si renderà gradualmente disponibile in quantità significative diventando una presenza costante nel panorama energetico sardo. Scopri di più...(apre su www.italymyenergy.com)

Le due unità produttive saranno in grado di fornire all'economia dell'isola 2,8 miliardi di metri cubi di idrogeno verde l'anno. Il gas H2, più economico e attrattivo rispetto al metano, aiuterà le industrie energivore locali a migliorare la competitività delle loro produzioni. L'iniziativa rappresenta un esempio di "blue economy" verso cui orientare le politiche industriali ed energetiche dell'isola al fine di ri-territorializzare le produzioni, sostenere le economie locali, aiutare le piccole e medie imprese a ridurre il loro impatto senza essere penalizzate da costi di produzione non competitivi. 

ALL'IDROGENO UN RUOLO DA PROTAGONISTA 

Le criticità del sistema energetico isolano, basato essenzialmente sulle energie di origine fossile, non trovano soluzione nella metanizzazione dell'isola ma in "alternative evolute" che permettano alla Sardegna di abbandonare le energie fossili. Il metano non risolverebbe queste criticità, si tratta infatti di una fonte di transizione che non costituisce il futuro prossimo ma che manterrebbe la regione in una dimensione di sudditanza al mercato internazionale dei combustibili, come già avviene per il petrolio e il carbone.

La produzione d'idrogeno, realizzata localmente, porrebbe le basi per una vera "indipendenza energetica" che porterebbe sostanziali benefici economici a famiglie e imprese. Lo sviluppo di una mobilità elettrica basata sull'idrogeno diverrebbe così una reale alternativa; una rete di stazioni di rifornimento di idrogeno può essere rapidamente impementata "senza incentivi" e il trasporto su rotaia e su gomma riconvertito all'idrogeno, per far diventare la Sardegna la prima regione europea "zero CO2".

GRADO DI AVANZAMENTO DEI PROGETTI 

Created with Sketch.
  • Completato il Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica di massima (06/2019). 


  • Fase operativa avviata con l'adesione alla rete "Network Global Electrification Project" di aziende sarde, con competenze di livello, interessate alla realizzazione delle opere. 

TEMPISTICA REALIZZATIVA 

Created with Sketch.

I due Centri Idrogeno hanno capacità equivalenti, ognuno in grado di generare oltre 1,5 miliardi di m³/anno. Espletata la fase progettuale e autorizzativa le 2 unità saranno costruite in 36/48 mesi. Entreranno in produzione per prime le centrali elettriche, quindi le sezioni di dissalazione acqua di mare, elettrolizzazione compressione e stoccaggio gas. L'iniziativa contribuirà alla creazioni di 700 posti di lavoro diretti. Sono previsti piani di formazione professionale per rafforzare le competenze e la formazione di maestranze locali. 

INVESTIMENTO PREVISTO 

Created with Sketch.

L'investimento stimato è di circa € 5,1 miliardi suddiviso tra:

  • Generazione elettrica (50%);
  • Produzione di acqua ultra pura (20%);
  • Elettrolizzatori idrogeno, compressione e stoccaggio gas (30%). 


Un impegno finanziario che non richiederà l'intervento di fondi pubbici. 

ESECUZIONE DEI LAVORI 

Created with Sketch.

I lavori saranno di esclusiva competenza del gruppo di aziende aderenti al "Network Global Electrification Project", una rete d'imprese aperta e alla quale possono iscriversi le aziende sarde interessate a partecipare alla realizzazione e alla manutenzione delle opere. 

SVILUPPI FUTURI

Così com'è accaduto con il metano si può ipotizzare che l’idrogeno, che verrà prodotto sull'isola, in futuro potrà essere trasportato sulle medie lunghe distanze attraverso appositi idrogenodotti. Si tratta di condutture simili a quelle utilizzate per il gas naturale, ma modificate per adattarsi alla minor densità energetica tipica dell’idrogeno gassoso. Attualmente, l’idrogenodotto più lungo esistente al mondo –di proprietà della francese Air Liquide– misura 400 km tra il nord della Francia e il Belgio. Anch'esso, come tutti gli altri idrogenodotti esistenti, realizzati in acciaio al carbonio o basso legato, sta dimostrando una buona resistenza e una lunga vita utile.